La sopravvivenza è una catena:
è forte quanto è forte ogni suo anello
La “catena del soccorso” o “catena della sopravvivenza” è una metafora con la quale si indica l’insieme delle procedure consecutive che vanno messe in atto per fronteggiare un’emergenza sanitaria. Come tutte le catene, essa è forte quanto è forte ogni suo “anello”: se anche solo una fase del soccorso è mancante o inefficace, le possibilità di sopravvivenza sono ridottissime.
Il primo anello potresti essere tu. E proprio tu potresti giocare un ruolo fondamentale nel determinare le possibilità di sopravvivenza di una persona colta da un malore improvviso – come un arresto cardiaco o un’ostruzione delle vie aeree – o un incidente.
In tutte queste situazioni è fondamentale saper riconoscere che si tratta di un’emergenza sanitaria ed allertare immediatamente i soccorsi.
La prima fase della catena, infatti, consta nel riconoscimento dell’emergenza e nell’allarme precoce, chiamando il Numero Unico di Emergenza 112, che permetterà ai servizi di emergenza territoriale di intervenire il più velocemente possibile.
Il NUE 112 può essere chiamato gratuitamente da tutti i paesi dell’Unione Europea, da telefono fisso e mobile, anche quando il telefono non ha SIM, è bloccato o non si ha credito telefonico.
A rispondere sarà un operatore della Centrale Operativa – attiva 24 ore su 24 – formato per gestire la prima risposta alla chiamata. Attraverso alcune semplici domande capirà la natura dell’emergenza per attivare uno o più degli Enti responsabili della gestione delle emergenze (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Vigili del Fuoco, Soccorso sanitario).
Dopo aver composto il 112, mantieni la calma e rispondi nel modo più preciso possibile alle domande dell’operatore:
• Chi sei e da dove chiami
• Dove si è verificata l’emergenza (se sei in casa: comune, via, numero civico, piano scala, nome sul campanello. Se sei in strada, oltre alla via, può rivelarsi molto utile individuare dei punti di riferimento: insegne dei negozi, un ponte, un cartello stradale; in autostrada: la direzione nord-sud, un riferimento chilometrico o un casello autostradale)
- Quale tipo di emergenza è in atto (malore, incidente stradale…)
- Eventuali situazioni di pericolo (fughe di gas in corso, rischio di incendio, presenza di sostanze tossiche…)
Se si tratta di un’emergenza sanitaria, verrai reindirizzato alla Centrale Operativa 118, dove il nucleo di valutazione, composto da infermieri, ti chiederà: - Cosa è successo?
- Sei vicino alla persona coinvolta?
- La persona è cosciente? Risponde? Respira? Si muove? È incastrata o bloccata?
- La persona ha subito un trauma (incidente, caduta…)?
- Quante persone sono coinvolte e da soccorrere?
Possono sembrare molte domande, ma i pochi secondi impegnati per fornire informazioni precise serviranno a prestare un SOCCORSO MIGLIORE. Infatti, nel corso della telefonata, gli operatori comunicano in tempo reale con i mezzi di soccorso più idonei e vicini, informandoli sull’urgenza e la criticità dell’emergenza.
Generalmente, in attesa dei mezzi di soccorso, l’infermiere ti fornirà indicazioni su come comportarti, ti dirà cosa fare e cosa non fare o ti chiederà di attuare manovre. Quando la telefonata si conclude, lascia il telefono libero in caso sia necessario ricontattarti.
I Volontari del Soccorso di Dogliani portano avanti attività di sensibilizzazione sul primo soccorso anche nelle scuole: ti consigliamo di insegnare ai tuoi bambini come effettuare una chiamata di emergenza al 112, fornendo loro indicazioni su come rispondere alle domande fondamentali: Chi sei? Dove ti trovi? Cosa è successo?




